Un piccolo appartamento

4/6/2018  h23:11

Cammino su una riga bianca, l’asfalto è lava
un piede davanti all’altro - a sei come a ventisei anni -
rischio, ma non poi così tanto.
Se anche perdo l’equilibrio in realtà non mi succede niente. Al limite metto un piede sul grigio.

Pelle piena di lividi, ma lividi d’amore
amore?
Usarsi a vicenda. 
Occhi gonfi e rossi pieni di lacrime
un viso di me adolescente che non mi piaceva, non lo sentivo me, eppure lo era.
Un piccolo appartamento, corpi sudati, un letto che è scomodo ma te ne accorgi solo quando ci dormi.
Carinerie che non durerebbero se non avessero i minuti contati. 
Dubbi, domande che ti poni troppo tardi. Eri impegnata a fare altro quando potevi fargliele.

Discorsi in una macchina e paura di rimanere soli
Abbracci che significano cosa? 
Per te, la voglia di riavermi
per me, l’occasione di sentire qualcosa di più forte dei pensieri che cercano di rimbombarmi in testa e neanche ci riescono.

Futuro leggermente meno incerto
passato che piano piano si cancella
presente che è tutto ciò che abbiamo, ma facciamo così tanta fatica ad accorgercene.

Col dito ripasso il tuo tatuaggio. Letterine sconosciute girano intorno al tuo braccio. 
Stasera non le prendo le pillole, mica che dopo mi viene voglia di vomitare ancora
in ricordo dei vecchi tempi.

Poesie che sembrano incomplete
forse simboleggiano noi.